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Autore Topic: Norme editoriali di Scrivoanchio.it - Edizione speciale "legalità"  (Letto 598 volte)

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Pamela Tutor

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Cari Scrittori, di seguito le norme editoriali che vi consigliamo vivamente di osservare nella scrittura del vostro capolavoro:

NORME EDITORIALI PER LA REDAZIONE DEI TESTI

Punteggiatura
-   Tutti i segni di interpunzione seguono la parola precedente e sono seguiti da un singolo spazio;
-   dopo il punto fermo l’iniziale è sempre maiuscola;
-   i puntini di sospensione sono sempre tre e seguono la parola precedente e sono seguiti da uno singolo spazio, se inseriti in un discorso. Nelle citazioni si possono indicare, se racchiusi in parentesi quadre, l’omissione di parole o parti del testo citato;
-   in presenza di parentesi, i segni di interpunzione riferiti al testo principale vanno posti all’esterno della parentesi di chiusura;
-   nel discorso diretto, virgola, punto e virgola e punto fermo seguono le virgolette di chiusura. Il punto interrogativo ed esclamativo riferiti al discorso diretto vanno inseriti nelle virgolette.

Trattini
-   Il trattino (di dimensioni minori rispetto alla lineetta) si utilizza per unire due termini correlati e per individuare un intervallo tra due cifre.

Lineetta
-   Si differenzia dal trattino per le sue dimensioni maggiori. È sempre preceduta e seguita da uno spazio e, all’interno di una frase, delimita un inciso. Se collocato alla fine della frase, l’inciso è seguito dal punto fermo.

Virgolette
-   Si utilizzano le alte o inglesi (“ ”) tranne che nei casi riportati sotto.
-   Si utilizzano le virgolette basse o caporali (« ») soltanto quando in una citazione c’è un discorso diretto. In questo caso, per la citazione si usano le caporali (=basse) mentre per il discorso diretto si usano le alte. Ad esempio: Giorgio mi ha detto: «Un giorno Nicola disse: “Questo è un poliziotto”».
-   Inoltre le virgolette basse si utilizzano quando le parti pensate vanno distinte dal discorso diretto. Ad esempio, “Devo andar via” pensò Giorgio tra sé e sé, mentre intanto diceva a Bianchi: «Resta, ti prego, è ancora molto presto».

Maiuscole
Vanno inserite:
-   All’inizio del capoverso, dopo il punto fermo, interrogativo ed esclamativo;
-   dopo i due punti, se seguiti dalle virgolette a indicare il discorso diretto;
-   per i nomi propri delle persone, per i nomi dei secoli e dei decenni;
-   per i nomi di istituzioni, enti e organizzazioni;
-   dopo i puntini di sospensione se la frase precedente è compiuta.

Minuscole
Vanno inserite:
-   dopo i puntini di sospensione se la frase non è compiuta;
-   per i nomi dei mesi e dei giorni della settimana.

Corsivi
Si usano:
-   Per indicare termini stranieri divenuti di uso corrente nella lingua italiana;
-   per evidenziare una parola;
-   Per indicare le voci onomatopeiche, come quelle che imitano il verso degli animali o i rumori. Ad esempio, la risata ehehehe

Accenti
-   Per le vocali a, i, o, u, con accento grave (à, ì, ò, ù) in fine di parola devono essere utilizzati i caratteri speciali presenti nelle tastiere. La vocale “e” in fine di parola nei composti di “che”, “tre” e “re” richiede l’accento acuto (é); nella forma indicante il verbo essere, richiede l’accento grave (è).
Il verbo essere tempo presente, terza persona singolare, se posto ad inizio del capoverso, richiede l’utilizzo del carattere speciale “È” (da tastiera, alt 0200) e non apostrofato “E’”.

D Eufonica
-   Le forme ed, ad, od si usano solo nel caso in cui la parola che precedono inizia con la stessa vocale (ed ecco, ad Ancona, ecc.).

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